Biografia di Kirsten Dunst da “Lo Specchio”

kirsten-dunstKirsten Dunst è nata il 30 aprile 1982 a punto Pleasant nel New Jersey, negli Stati Uniti. Inizia la sua carriera all’età di 3 anni non che girano meno di settanta spot pubblicitari per l’agenzia Ford, altrettanto in dire in che il successo del baby biondo si annuncia folgorante! La sua prima comparsa cinematografica si fa nel 1989 in “New York Stories” un lungo metraggio realizzato da Martin Scorsese. Nel 1990, il suo nome è infine citato ai titoli di una pellicola, quello di Brian di Palma, “Bucher delle Vanités”.

Pur proseguendo i suoi studi in un istituto universitario cattolico privata d’Los Angeles, la ragazza è scelta per interpretare il ruolo di vampiro in “Intervista con un vampiro”, cosa che gli vale una nomina al Golden Globes ed una MTV Movie Awards. Collega in seguito con “le quattro ragazze del medico March” e “Jumanji”. Quindi l’extraordinaire “Virgin Suicides” di Sofia Coppola fa di questo cannone un star immenso del cinema.

Pieno di luce, scintillante, lussuoso e dorato, Marie Antoinette di Sofia Coppola non sembra davvero la storia d’una regina di Francia morta sulla ghigliottina nel 1793 a trentasette anni; piuttosto pare una ragazza vanesia come tante, desiderosa di divertimento e ammirazione, regina rock e rococò con i lineamenti spiritosi, delicati e allegri di Kirtsten Dunst. Un’attrice incantevole: da anni. Il debutto a sette anni, nell’episodio diretto da Woody Allen di New York Stories. A dodici anni, fra Tom Cruise e Brad Pitt in Intervista col vampiro di Neil Jordan, ragazzina enigmatica e bellissima. A sedici anni, interprete del primo film di Sofia Coppola, Il giardino delle vergini suicide. Poi una pausa durante la quale si è confermata la sua rivalità con Scarlett Johansson e ha scelto film più popolari, anche mediocri: Elizabethtown, melensaggine con Orlando Bloom e Spiderman, come fidanzata dell’Uomo Ragno.

H a 24 anni e per Marie Antoinette, della quale non sapeva nulla, ha dovuto prendere lezioni di ballo, di piano, di canto. E studiare la fotografia esemplare scelta da Sofia Coppola per condensare personalità e temperamento della principessa che sposò a 14 anni il futuro re di Francia (che ne aveva 15): una famosa copertina di Harpers’s Bazaar degli anni Cinquanta realizzata da Richard Avedon, il massimo della futilità, solitudine e bellezza. E ha dovuto imparare a canminare con un mix di grazia e di solennità per i saloni di Versailles, gentilmente concessi per l’occasione dal governo francese.

Una cosa era però difficile da imparare. La regista vedeva la regina come una teenager smarrita in un’altra città o in un’altra scuola, quindi in stato di imbarazzo e disagio: però Maria Antonietta non veniva dalla provincia, ma dalla Corte imperiale di Vienna, più semplice e severa della Corte di Francia, molto più esigente in fatto di etichetta. Un’altra cosa è difficile da accettare. Nel suo film più trionfale, fastoso e discusso, Kirsten Dunst, ex bambina meravigliosa, crescendo si appesantisce come tutte le giovani donne d’origini euro-nordiche (tranne Ingrid Bergman), perde un poco la luminosità e la sfumatura perfettamente rosea della pelle, le linee sottili della faccia: proprio come Scarlen Johansson.

(Corsivo tratto da Lo Specchio, 18 novembre 2006)

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